Anche se i loro ideatori vedevano quattro elementi fondamentali – terra, acqua, aria, fuoco – dove noi vediamo tre stati – liquido, gassoso, solido -, le idee di molti antichi filosofi greci sono estremamente simili alle nostre, almeno per quanto riguarda quelle espresse dai nostri pensatori più liberi e acuti (alcune delle quali sono discusse nel mio Piccolo manuale etico di filosofia politica); dunque, non possiamo che esserne attratti.

Siamo attratti da idee simili alle nostre perché… il simile va con il simile, ossia (come direbbe Aristotele, mentre noi lo diremmo un poco diversamente): ogni corpo desidera stare o tornare nel luogo suo proprio. La gravità, nonostante la potenza (esclusivamente matematica e pragmatica) della prospettiva einsteiniana, non è altro che attrazione tra due corpi simili, un fenomeno anche descrivibile come attrazione interna allo stesso elemento quando separato in due corpi distinti: un corpo solido, infatti, non attrae un corpo liquido (l’acqua, cadendo da un bicchiere, si sposta “verso il basso” perché attratta dalla massa d’acqua che si trova più in basso rispetto alla posizione del bicchiere), né ne attrae uno gassoso. Il liquido attrae il liquido, il gassoso attrae il gassoso.

Il principio di economia, ossia di equilibrio interno a un organismo, è in natura altrettanto fondamentale: se un corpo è molto più piccolo di un altro, l’attrazione reciproca si risolverà nell’unione fra i due mediante un movimento economico, ossia un movimento del piccolo verso il grande.

Grazie ai due principi dell’attrazione tra elementi simili (gravità) e dell’equilibrio organico (economia), la materia si auto-organizza, ordinandosi, costruendo organismi naturali sempre più complessi e dimostrando come la “legge” per cui l’entropia complessiva, ossia la quantità di disordine nell’universo, deve sempre aumentare sia errata. Del resto, se essa fosse vera bisognerebbe, per salvarla, postulare che l’universo abbia un’età, cosa evidentemente assurda, visto che la parola “universo” non significa altro che tutto ciò che esiste – tempo incluso, dunque. Se si difendesse questa “legge” allo stesso tempo negando – giustamente – che l’universo possa avere un’età, non si riuscirebbe a spiegare come mai esistano ancora degli organismi ordinati.

L’auto-organizzazione e l’aumento di disordine, con tutta probabilità, si bilanciano a vicenda. La natura – ossia la massa/energia – è mentale e materiale allo stesso tempo: i due principi di cui abbiamo detto, propri degli organismi naturali, ossia l’economia e la gravità, non potrebbero infatti sussistere senza le idee di equilibrio e di attrazione. Né si può immaginare che altro dalla mente, dalle idee, sia in grado di sfidare e vincere il costante aumento della quantità di disordine materiale; solo la mente ordinatrice (niente a che vedere con la divinità, naturalmente) è capace di organizzare la materia senza impiegare ulteriore materia, impiegando invece sé stessa, ossia esprimendo idee.

Se la massa/energia è materiale e mentale allo stesso tempo, ne segue – visto che la massa è materia – che l’energia equivale alla mente o, secondo una terminologia meno moderna, all’”anima”. Inoltre, se è vero che la natura si esprime sia nello spazio che nel tempo e se è anche vero che la materia si estende nello spazio, non resta che stabilire un’equivalenza tra energia, mente e tempo. Del resto, anche osservandole operare nella sfera del concreto esistere umano, le idee della mente esistono compiutamente solo nel tempo, nel senso che la loro esistenza si realizza pienamente solo nel passaggio da una mente all’altra attraverso il tempo: la cultura non è altro che passaggio di idee, creazione di tradizione, creazione di un patrimonio ideale per una comunità di individui. Lo “scambio di idee”, realizzato su un piano quasi sincronico, è comunicazione ma non è ancora pienamente cultura; è certo una sua prima scintilla creatrice – ma la cultura si realizza compiutamente solo diacronicamente, cioè nella durata delle idee nel tempo. Basti pensare a una manifestazione classica della cultura umana: le istruzioni per adoperare una certa tecnica. Grazie al fenomeno dell’istruzione, una persona (ma anche un animale: gli uomini non sono affatto gli unici organismi biologici a impiegare e a trasmettersi tecniche) ha la possibilità di impiegare una tecnica in un momento successivo a quello in cui essa è stata creata e consolidata. Mentre il processo di creazione e consolidamento della tecnica è eminentemente pragmatico, progredendo molto più grazie a una successione di tentativi ed errori che all’intervento del pensiero astratto, il processo della sua tradizione, del suo essere tramandata attraverso il tempo non potrebbe sussistere in alcun modo senza l’intervento delle idee.

(Alberto Cassone, gennaio 2020)