Prima dell’alba

(a un amico sotto-occupato)

….

Mentre scivoli giù, salutando la classe media

vedi scorrere davanti ai tuoi occhi i sogni e gli ideali

di cui non ti eri mai reso conto,

i principi e i valori che avevano reso

grande la borghesia.

Non avevi mai riflettuto su quanto

connaturate fossero, in te, le idee di libertà

individuale, di rispetto delle minoranze,

di libertà di associazione, stampa, riunione, opinione.

Per non parlare della sacra proprietà privata

della quale privata la tua persona è stata; per non parlare

dell’etica del lavoro, della non etica

della disoccupazione.

Mentre scivoli via, salutando la classe media

vedi scorrere davanti ai tuoi occhi quei sogni,

quegli ideali oggi mezzi traditi, ieri mezzi avverati.

Cozzando sul cemento del proletariato

senti venir su le grida di diversi valori,

di diverse pressanti domande: onestà, autorità,

identità, comunità.

Non avevi mai riflettuto su quel mezzo tradimento

compiuto dalla classe media: l’onestà ormai chiamata

ipocrisia, l’autorità autoritarismo, l’identità sopraffazione

la comunità oppressione.

Sdraiato sul cemento del proletariato

vedi passar sopra di te gruppi, movimenti

e partiti che gridano – all’onestà, all’autorità,

all’identità, alla comunità.

Non avevi mai creduto che tali valori

fossero possibili oggetti di programmi politici:

fino a tal punto era in te la classe media.

Mentre scivoli giù, sotto il cemento

chiudi gli occhi e riposa quanto puoi.

Dimentica per un poco i vecchi sogni

i mezzi tradimenti e i sogni nuovi:

dormi, ché domani dovrai alzarti

prima dell’alba.

Anche per portare il grido tuo:

solidarietà!