Ogni guerra, vinta o persa, ogni rivoluzione, fallita o trionfante, produce i suoi fanatici. Senza per altri versi equipararle o in alcun modo accostarle, le seguenti – fra loro del tutto diverse – vicende hanno questo tratto in comune: il fascismo non sarebbe stato possibile senza i fanatici prodotti dalla Grande Guerra; il terrorismo degli anni di piombo senza i fanatici prodotti dalla rivoluzione culturale degli anni Sessanta; il neoliberalismo tecnocratico di oggi senza i fanatici prodotti dalla Guerra Fredda. Anche questo virus, nel suo (speriamo) piccolo, sta producendo i suoi bravi fanatici. Già li sentiamo cantare a squarciagola, tessendo le lodi del telelavoro, della teledidattica, della telepolitica, della televita.

Ma gli sciacalli, gli opportunisti del “resta a casa, compra il pacchetto famiglia del nostro programma, installabile in tre computer!” sono forse ancora peggiori. In guardia, amici.